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L' antico borgo di
Niguarda vanta origini romane, si pensa riferibili
ai primi anni dell' impero, durante la
colonizzazione agricola della Lombardia, oppure
risalenti alle migrazioni di cittadini occasionate
dalle prime invasioni barbariche
. Il nome
avrebbe origini longobarde : NIWARDA
significherebbe 'punto di vista elevato', in
relazione al sito leggermente rialzato rispetto
alla città su cui sorge l' abitato
. Di questi
primi secoli di vita alcuni vorrebbero
rintracciare una preziosa testimonianza in un
moncone di muro in via Graziano Imperatore, ma
più convincenti sono altri 'reperti' come i
coperchi di sarcofagi pubblicati nel prezioso
libro del Pizzamiglio 'Affettuosamente da
Niguarda' . Attorno all'
anno Mille l' economia del borgo doveva essere
interamente legata all' agricoltura e fonti
diverse ci assicurano della presenza di una cinta
muraria e della residenza, già In quegli anni, di
famiglie non distanti dai principali avvenimenti
cittadini : il nome più ricorrente quello della
famiglia Niguarda accanto a quella di Lanfranco
della Pila . Nei secoli
dell' umanesimo Niguarda inaugurò la sua vocazione
di luogo residenziale suburbano e, probabilmente,
conobbe più un insediamento conventuale
.
Villa Corio
e Loggetta – XIV Secolo – Via Passerini, 15 L’
edificio – oggi ristrutturato ed inglobato nel neo
complesso destinato ad ospitare la biblioteca civica e gli Uffici
anagrafici - rappresenta una delle testimonianze più antiche dell’
edilizia
residenziale suburbana fiorita a Niguarda tra il XVI ed il XVII secolo a
fini di villeggiatura .
Villa
Clerici - XVIII Secolo - Via Terruggia 14 In Via Terruggia sorge Villa Clerici, un edificio barocco
del ‘700 che rappresenta uno dei monumenti artistici niguardesi meglio
conservati . Costruita attorno al
1730 probabilmente da Francesco Croce, autore della guglia maggiore del
Duomo di Milano, su commissione della famiglia Clerici, la Villa conobbe
nel corso della sua storia molti proprietari .
La Villa è stata ufficialmente dichiarata Monumento
Nazionale .
La Chiesa di San
Martino – XIII secolo – Piazza Belloveso L’
esistenza di una chiesa di San Martino a Niguarda, pieve
di Bruzzano, è documentata fin dal XIII sec. nel “Liber Notitiae –
Scontorum Mediolani”, con la specificazione di un altare dedicato a San
Nabore . Le fonti settecentesche
ed ottocentesche confondono facilmente questa chiesa con l’ oratorio di San
Gennaro da essa dipendente.
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