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Il Seveso trascorsa l’ epoca romantica assume
presto la funzione di fiume
dell’ industria dapprima fornitore di energia e contemporaneamente, subito
dopo, ricettore dei reflui industriali : docilmente le immagini che ci giungono
attraverso le sole cartoline postali ci parlano di un fiume scuro, minaccioso
che esonda in continuazione allagando interi quartieri .

Figura 3 - Seveso a Niguarda
- Foto anni ’50.
La riapertura del Seveso e la riscoperta dei tracciati
storici del Naviglio Martesana, della Cerchia e della Vettabbia attraverso la
creazione di un sistema continuo di canali di dimensioni variabili in grado di
migliorare in modo significativo il paesaggio urbano dalla periferia nord,
attraverso il centro storico, sino alle frange urbane del sud - est costituiscono
il fulcro del progetto . Un progetto di questo tipo collega in modo
interdisciplinare diversi aspetti spesso incongruenti se non in conflitto quali
il riassetto idrogeologico, la sicurezza dalle inondazioni, la qualità della
vita nella città e il rinnovamento del paesaggio urbano . Per quanto concerne il Seveso è maggiormente rilevante
l’ aspetto idrogeologico e la messa in sicurezza di un intero quartiere di
Milano, quello di Niguarda dalle ricorrenti inondazioni del fiume attraverso
bacini naturalizzati di laminazione . Tale sistema dovrebbe garantire l’ afflusso delle acque di
piena per tutto il tempo necessario nei bacini di laminazione (che dovranno
avere la forma di laghi artificiali in cui innestare progressivi elementi di
naturalizzazione) e il successivo scarico nell’ alveo del fiume solo quando
quest’ ultimo fosse in grado di accettare tali acque (passata l’ onda di piena)
.
Immediatamente dopo o attraverso l’ aspirazione di acqua di prima falda o
mediante l’ uso di canali di irrigazione, i bacini dovranno acquisire nuovamente
acqua pulita .

Figura 2
- Schema di funzionamento dei bacini di laminazione del Seveso
I bacini artificiali dovrebbero essere localizzati nel
territorio del Parco Nord Milano, parco di cintura metropolitana e tra le
maggiori positive realizzazioni dell’ ultimo ventennio a Milano . Proprio la natura del luogo destinato a ricevere i bacini
di laminazione rappresenta una sfida per il progetto . Si tratta di immaginare
questo manufatto artificiale non come un corpo estraneo al disegno del Parco, ma
come una necessità sociale che è anche motore della trasformazione del paesaggio
esattamente come i sistemi irrigui dell’inizio del Medioevo hanno disegnato le
forme del paesaggio agrario della Bassa pianura irrigua . Si toccano qui i temi fondamentali del nesso tra il
paesaggio e il ruolo dell’ uomo nelle trasformazioni indotte dall’ uso antropico
del territorio . Le vasche di laminazione naturalizzate possono essere
insieme continuità del progetto del Parco Nord e nuovo sguardo verso problemi
più generali: si chiede ad un Parco consolidato e apprezzato di ospitare una macchina che può significare una svolta
per decine di migliaia di milanesi nella qualità della loro vita esattamente
come quando i canali imbrigliando le acque hanno cambiato il volto del paesaggio
selvatico trasformandolo progressivamente nel paesaggio agrario come oggi lo
conosciamo .

Figura 3 - Bacini di laminazione del Seveso
nella costruzione del paesaggio
urbano
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